(riflessioni della classe 5B)

Capitol City : la gestione di un potere autoritario e oppressivo

  • Capital City ha tutto l’interesse a tenere divisa la popolazione perché, secondo il principio del Divide et impera è facile controllare gli uomini, impedire che si confrontino, che nascano alleanze e progetti di rivolta.
  • L’arma più potente di cui si serve per la garanzia del proprio potere è il controllo assoluto della popolazione: sorge in una posizione strategica, sulle montagne rocciose, in modo da poter evitare possibili incursioni e sventare ogni tentativo di rivolta; è governata dal presidente Snow, dittatore oligarca che detiene tutto il potere; la popolazione dei distretti è molto più povera della capitale: in questo modo i distretti non hanno i mezzi e gli strumenti per ribellarsi; gli Hunger Games sono un modo per ricordare alla popolazione le possibili conseguenze di una ulteriore ribellione; i vari distretti sono delimitati da recinzioni elettrificate ad intermittenza, in modo da porre dei confini agli abitanti e limitarne le risorse.
  • La scelta dei termini da parte di Capitol City non è casuale, come nel caso della “Mietitura”: come le piante vengono tagliate per impedire loro di diventare ingombranti e scomode, così i “cittadini” dei distretti vengono ogni anno sorteggiati per impedire la nascita ed il proliferare di sentimenti e pensieri scomodi al potere degli oligarchi.
  • p. 180 “Di tanto in tanto un tributo lo uccidono, giusto per ricordare ai giocatori che possono farlo. 

    Con questa frase viene senza dubbio confermata l’incontrovertibilità del potere dittatoriale a cui sono sottoposti gli abitanti dei distretti, a cui viene, attraverso gesti di questo tipo, ricordato che non è possibile un mondo altro rispetto a quello di cui sono abitatori.

Il duplice volto di Capitol City

1) Durante la rivolta Capitol City fece allevare diversi tipi di animali geneticamente modificati,gli ibridi, da usare come armi. Tra gli ibridi che ancora popolano Panem ci sono le ghiandaie imitatrici e gli aghi inseguitori. Nella parte finale del romanzo è agghiacciante la scena dove troviamo questi esseri, simili a dei lupi, creati con il DNA estratto dai corpi dei tributi morti, che danno la caccia a Katniss, Peeta e Cato. Riguardo a queste creature ci si può ricondurre alla bioetica, che è una disciplina che si occupa delle questioni morali legate alla ricerca biologica e alla medicina, la quale ancora oggi discute sul delicato argomento dell’ingegneria genetica.

1) Esaltazione della mediocrità a valore assoluto rintracciabile nella centralità di mode assurde e dal carattere decisamente poco sobrio.

2)Una immorale interpretazione della morte: nella prima parte essa è tragicamente vera, è reale, è l’esito di una lotta per la sopravvivenza; per Capitol City è invece mero spettacolo di intrattenimento.

3) Mancanza totale di sentimenti umani e accettazione supina del sistema, dovuta alla soddisfazione totale della sfera materiale dell’individuo.

Sta tutto nello spettacolo “ (p. 139)

Un episodio che evidenzia l’estremizzazione del valore attribuito allo spettacolo dalla società di Capitol City è quello di Cato sbranato dagli ibridi, con gli strateghi che non lo lasciano morire solo per fare audience, appunto perché questa scena, al culmine degli Hunger Games, non avrebbe permesso agli spettatori di staccarsi dallo schermo, confermando come, per loro, conti solo lo spettacolo. Le fasi nell’arena sono infatti cruciali non tanto per la vita o la morte di un tributo rispetto a un altro, o la vittoria di un distretto più agiato, ma lo spettacolo puro: tutto deve portare stupore e intrattenere le persone davanti alla TV.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*