25 Replies to “Come si può tenere vivo il ricordo?”

  • Io penso che bisogna lasciarli così anche per le generazione future in modo che questo giorno si ricordi per sempre, e non ripetere gli stessi errori.

  • Io penso che le strutture bisogna lasciarle così anche per le generazione future in modo che questo giorno si ricordi per sempre, e non ripetere gli stessi errori.

  • Un paio di scarpette rosse
    C’è un paio di scarpette rosse
    numero ventiquattro
    quasi nuove:
    sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
    “Schulze Monaco”.
    C’è un paio di scarpette rosse
    in cima a un mucchio di scarpette infantili
    a Buckenwald
    erano di un bambino di tre anni e mezzo
    chi sa di che colore erano gli occhi
    bruciati nei forni
    ma il suo pianto lo possiamo immaginare
    si sa come piangono i bambini
    anche i suoi piedini li possiamo immaginare
    scarpa numero ventiquattro
    per l’eternità
    perché i piedini dei bambini morti non crescono.
    C’è un paio di scarpette rosse
    a Buckenwald
    quasi nuove
    perché i piedini dei bambini morti
    non consumano le suole
    (Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti, coniugata Belluigi Lussu, più nota con lo
    pseudonimo Joyce Lussu) Firenze, 8 Maggio 1912 – Roma 4 Novembre 1998
    “Erano cento
    Erano cento uomini in arme.
    Quando il sole sorse nel cielo,
    tutti fecero un passo avanti.
    Ore passarono, senza suono:
    le loro palpebre non battevano.
    Quando suonarono le campane,
    tutti mossero un passo avanti.
    Così passò il giorno e fu sera,
    ma quando fiorì in cielo la prima stella,
    tutti insieme fecero un passo avanti.
    “Indietro, via di qui, fantasmi immondi
    ritornate alla vostra vecchia notte”:
    ma nessuno rispose, e invece.
    tutti in cerchio, fecero un passo avanti.”
    Primo Levi incipit di “Vizio di forma

  • Se questo è un uomo
    “Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
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    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi”.
    Primo Levi, 1947
    “Difficile da riconoscere, ma era qui.
    Qui bruciavano la gente.
    Molta gente è stata bruciata qui.
    Si, questo è il luogo.
    Nessuno ripartiva mai di qui.
    I camion a gas arrivavano là…
    C’erano due immensi forni…
    e dopo, gettavano i corpi in quei forni,
    e le fiamme salivano fino al cielo.
    Fino al cielo?
    Si.
    Era terribile.
    Questo non si può raccontare.
    Nessuno può immaginare quello che è successo qui.
    Impossibile. E nessuno può capirlo.
    e anche io, oggi…
    Non posso credere di essere qui.
    No, questo non posso crederlo.
    Qui era sempre così tranquillo. Sempre.
    Quando bruciavano ogni giorno duemila persone, ebrei,
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    era altrettanto tranquillo.
    Nessuno gridava. Ognuno faceva il proprio lavoro.
    Era silenzioso. Calmo.
    Come ora.”
    tratto da ‘SHOAH’ di Claude Lanzmann

  • Secondo noi bisognerebbe lasciarli li dove sono e come stanno, perchè sono comunque un pezzo di storia che probabilmente fra pochi anni non saranno più. Inoltre se venissero distrutti perderemmo un importante pezzo di storia del XX° secolo.

    Balzani Lorenzo e Rossi Filippo

  • Dal mio punto di vista questi ruderi non dovrebbero essere ricostruiti del tutto ma ristrutturati (per evitarne il deterioramento) poiché rappresentano ricordi, avvenimenti, testimonianze storiche che dovrebbero rimanere impresse nel tempo in modo da non ripetere più errori, azioni, atrocità di questo tipo.

  • non bisogna dimenticare perchè se si dimentica poi si rifanno gli stessi errori e se si continua a dimenticare poi si rifanno gli errori all’infinito

  • ‘Ciò che un cristiano fa è sua propria responsabilità, ma ciò che fa un singolo ebreo viene fatto ricadere sulle spalle di tutti gli ebrei.’

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