Intervento del prof.Salvi all’incontro preliminare del 04/10/2014

Cari colleghi,
vi leggo queste osservazioni relative alla proposta di lettura del libro di Suzanne Collins “Hunger Games”

Leggere un libro coinvolgendo tutte le componenti della scuola è utile soprattutto se noi insegnanti compiamo seriamente il nostro compito educativo.

Le osservazioni che farò non hanno lo scopo di volere insegnare qualcosa a qualcuno, ma sono semplicemente una riflessione ad alta voce che farò per rendermi ancora più responsabile del compito che ho e che vogliamo affrontare insieme dandoci una mano per costruire una opportunità utile per tutti.

Sono stato positivamente sorpreso e provocato in modo veramente significativo da ciò che ha detto padre Antonio Spadaro, direttore della rivista “Civiltà Cattolica” il 28 agosto 2014 nel suo intervento al “Meeting per l’amicizia fra i popoli”.

Parlando della proposta educativa di papa Francesco ha distinto fra essere un faro che restando immobile illumina la notte ed essere fiaccola, come ha scelto di essere papa Bergoglio. Ha dichiarato infatti padre Spadaro:

“La fiaccola . ..] cammina lì dove sono gli uomini, illumina quella porzione di umanità nella quale si trova.Se l’umanità va verso il baratro, la fiaccola va verso il baratro, cioè accompagna gli uomini nei loro processi.Ovviamente, in questo modo magari riesce a strapparli al baratro, facendoglielo vedere”.

Noi come educatori dobbiamo mostrare ai nostri ragazzi il baratro nel quale rischiano di vivere senza accorgersene.

Spesso infatti vivono alla giornata senza nessun giudizio sulla realtà, che purtroppo molto spesso subiscono senza nemmeno rendersene conto. Il libro in questione appartiene al genere “fantasy”, che crea una attrazione molto forte su molti dei nostri studenti.

È allora importante aiutarli ed accompagnarli nella lettura per fargli riflettere sulla realtà, perché il rischio più grande in questo caso è quello di lasciarsi suggestionare da quello che leggono, subendolo e sorbendolo in modo acritico.

“Hunger Games” è un libro talvolta molto duro e violento, ma se letto in modo critico, aiuta a produrre delle riflessioni estremamente serie e significative.

Ad esempio all’inizio del secondo capitolo la protagonista del libro, Katniss Everdeen, descrive in prima persona la reazione della gente alla propria decisione di sostituire la sorella dodicenne Primrose per rappresentare il Distretto 12 negli “Hungher Games”, dove i prescelti devono combattere fino alla morte e l’ultimo che rimane ancora in vita è dichiarato il vincitore.Dice il testo:

“A eterno merito della gente del Distretto 12 va detto che nessuno batte le mani. Nemmeno quelli con le ricevute delle scommesse in mano, quelli che di solito sono al di là della compassione.Forse è perché mi hanno conosciuta al Forno o hanno conosciuto mio padre o hanno incontrato Prim, a cui nessuno può fare a meno di voler bene. Così, invece di rispondere all’applauso, me ne resto lì immobile, mentre loro mettono in atto la più audace forma di disapprovazione di cui possono disporre. Il silenzio. Che dice che non siamo d’accordo. Che non perdoniamo. Che tutto questo è sbagliato.Poi accade qualcosa di inaspettato. O almeno sono io che non me lo aspetto, perché penso che il Distretto non sia un luogo in cui ci si preoccupa per me.Ma qualcosa è cambiato, dopo che mi sono fatta avanti per prendere il posto di Prim, e adesso sembra che io sia diventata una persona cara.Prima uno, poi un altro, poi quasi tutti i componenti del pubblico portano le tre dita di mezzo della mano sinistra alle labbra e le tendono verso di me.E’ un antico gesto del nostro distretto, un gesto che si usa di rado e si vede qualche volta ai funerali. Significa grazie, significa ammirazione, significa dire addio a una persona a cui vuoi bene”.

Credo che questo brano sia molto significativo perché ci aiuta a prendere le distanze da un mondo disumano, ma anche ci stimola a capire che un atto di amore può aiutare gli altri a fare emergere quei sentimenti positivi che spesso non riusciamo a cogliere, perché troppo presi dalle nostre preoccupazioni e dalla banalità con cui spesso viviamo.

Questo è a mio avviso un esempio di come aiutare i nostri ragazzi a crescere in modo serio e responsabile, aiutandoli nella lettura di un libro che molti di loro hanno letto solo subendolo.

Grazie per la Vostra attenzione
Stefano Salvi