La voce di Gale nella mia testa. Le sue farneticazioni contro Capitol City non più prive di senso, non più ignorabili. La morte di Rue mi obbliga ad affrontare la mia stessa ira contro la crudeltà e l’ingiustizia cui ci condannano. Ma qui, ancora più che a casa, mi sento impotente. Non c’è modo di vendicarsi di Capitol City. Oppure c’è?

Ricordo le parole di Peeta sul tetto. «Solo continuo ad augurarmi di trovare un modo per… per dimostrare a quelli di Capitol City che non sono una loro proprietà. Che sono più di una semplice pedina nelle loro mani.»

E per la prima volta capisco cosa intende.

Voglio fare qualcosa, proprio qui, proprio adesso, per farli vergognare, per renderli responsabili, per mostrare a quelli di Capitol City che qualunque cosa facciano o ci costringano a fare, c’è una parte di ciascun tributo che non riusciranno a possedere. Che Rue era qualcosa di più di una pedina nelle loro mani.

E anch’io.

(Hunger Games, cap.18)

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